Abbassamento delle rese – e quindi della produzione - in vista della vendemmia 2025 (che inizierà a fine agosto), per contrastare il mercato incerto e la spada di Damocle dei dazi americani. L’Asti Docg corre ai ripari e annuncia la decisione di produrre meno bottiglie, presa il 6 agosto sera, in larga maggioranza, dall’assemblea dei soci del Consorzio su proposta del consiglio d’amministrazione. La riduzione delle rese, stabilita per il raccolto 2025, passa così da 100 a 90 quintali per ettaro di cui 5 destinati allo stoccaggio. In sintesi, per l’anno in corso il colosso delle bollicine made in Piemonte produrrà meno vino, visto il contesto internazionale di incertezza sia per i mercati, impigliati nella rete delle barriere commerciali Usa, sia per i consumi in frenata.

Va considerato che nel 2024, il Consorzio Asti Docg ha registrato una produzione di oltre 90 milioni di bottiglie per l'intera denominazione, per il 90% esportate. E del Moscato d'Asti lo scorso anno ne sono state prodotte 33 milioni. In questo panorama, gli Usa incidono per il 60% sul totale export: si tratta della quota più alta tra le denominazioni italiane.

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