Una vendemmia che si annuncia di ottima qualità non riesce a stemperare le preoccupazioni dei produttori di vino italiani sugli scenari di mercato. Un cortocircuito valido un po’ per tutti i vignerons italiani ma in particolare per i produttori di Asti Docg. Il celebre spumante dolce piemontese proprio in questi giorni ha avviato le operazioni di raccolta sugli oltre diecimila ettari di vigneti della denominazione dalla quale si producono l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti la versione con meno bollicine, più dolce e meno alcolica prodotta dal medesimo vitigno: il Moscato Bianco.
La riduzione della produzione
Attualmente – spiegano al Consorzio - le uve si presentano in condizioni fitosanitarie positive con una buona tenuta dell’acidità così come del quadro zuccherino e dell’aromaticità. Sul fronte quantitativo la raccolta dovrà poi tenere conto della riduzione delle rese per la campagna vendemmiale 2025 che sono passate da 100 a 90 quintali per ettaro, di cui 5 destinati allo stoccaggio. Misure che porteranno a una riduzione della produzione totale proposta dallo stesso ente consortile come misura di contenimento “con l’obiettivo di salvaguardare la denominazione in un contesto congiunturale sempre più complesso, aggravato anche dalla conferma dei dazi americani al 15% sul vino”.






