Un anno difficile ma con una buona e inaspettata notizia. Il Consorzio dell’Asti Docg tutela due principali denominazioni: Il Moscato d’Asti che ha negli Usa il proprio mercato di riferimento dove lo scorso anno ha scontato la morsa dei dazi. Mentre la seconda etichetta, l’Asti Spumante, ha il proprio principale mercato nella Russia e quindi in grosse difficoltà a causa della guerra e delle sanzioni conseguenti.
Uno scenario che non ha potuto non lasciare il segno sui conti complessivi della denominazione: lo scorso anno si è registrato un calo delle vendite globali in Gdo e retail (quasi 75 milioni di bottiglie) del 9% circa.
«Che la fase sia difficile, e non solo per la nostra denominazione, non è una novità – ha commentato il presidente del Consorzio Asti Docg, Stefano Ricagno -, ma per noi alla contrazione generale dei consumi si aggiungono le tensioni in 2 piazze che da sole sommano oltre il 40% delle nostre vendite. Tuttavia, in un anno di tensioni – ha aggiunto Ricagno – non sono mancate le note positive, a partire da una crescita evidente della domanda asiatica, Cina in primis, che sta assumendo dimensioni importanti e che fa ben sperare. Abbiamo estrema necessità di allargare il nostro spettro commerciale».






