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7 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 15:25
Secondo la Procura di Milano, c’è stata corruzione anche sul cantiere “Urban Jungle” di via Razza 5 a cui il Tar Lombardia aveva dato il via libera il 22 luglio. È quanto emerge – come riporta Lapresse – dalle indagini degli investigatori del Nucleo Pef della guardia di finanza, incrociando carte e atti di vari procedimenti. Sul progetto per realizzare un edificio di 9 piani senza un piano attuativo, il Tar si era pronunciato favorevolmente, dando ragione al Comune di Milano e ai costruttori di Salaino srl sulla correttezza delle modalità di presentazione del permesso a costruire e delle Scia in variante, utilizzate a determinate condizioni per ristrutturazioni edilizie. Secondo i pm, però, l’Urban Jungle sarebbe uno dei cantieri per cui è stato corrotto Giovanni Oggioni, l’ex direttore dello Sportello unico edilizia e vice presidente della commissione paesaggio arrestato a marzo, con 178.844 euro di contratto consulenza in 3 anni pagati da Assimpredil-Ance, l’associazione di categoria dei costruttori.
“Hai news per via Razza. Grazie mille scusa ma mi tampinano” aveva scritto a Oggioni il 27 gennaio 2023 l’avvocato Andrea Lavorato, responsabile dell’area Urbanistica di Assimpredil. Lavorato è indagato, insieme alle direttrice dell’associazione Gloria Domenighini, per aver conferito la consulenza a Oggioni, che avrebbe garantito la validazione dei progetti edilizi in commissione paesaggio. “Ho assicurato a Massimo Tognon che avremmo seguito passo passo questo passaggio”, aggiunge Lavorato, riferendosi al rappresentante legale della società costruttrice di Urban Jungle, partecipata al 51% da un’azienda gestita dallo stesso Tognon, la San Carlo Sviluppo Immobiliare srl, iscritta ad Assimpredil-Ance.







