Caro Direttore, forse vale la pena fare un “punto” rispetto a un dibattito esploso in alcuni talk show televisivi nei quali la maggior parte degli invitati metteva la minoranza di fronte all’alternativa o di riabilitarsi usando e accettando alcuni teoremi, oppure di subire in diretta televisiva una autentica damnatio. I teoremi da prendere o lasciare in genere sono stati i seguenti: il genocidio da parte di Israele nei confronti dei palestinesi, la strage fascista di Bologna messa in atto da terroristi provenienti dall’Msi e quindi con la conseguente chiamata in causa delle responsabilità storiche e anche personali del premier Giorgia Meloni e infine la constatazione della evidente assenza di democrazia in Israele visto che un deputato alla Knesset è stato contestato fino a togliergli la parola per aver citato Grossman e di rimbalzo la sua drammatica confessione sul genocidio israeliano.
Il sottoscritto contesta tutti questi assiomi pur non riconoscendosi affatto nell’attuale maggioranza ma a onor del vero tanto meno nell’attuale opposizione per cui in caso di votazioni, non volendo astenersi, si verrebbe a trovare in una imbarazzante e difficile situazione. Partiamo dall’ultima delle situazioni citate: certamente è stata sgradevole la contestazione fatta nella Knesset al discorso di un singolo parlamentare, ma trarre da ciò la conseguenza che in Israele non esista democrazia ci sembra una forzatura inaccettabile.








