Ieri pomeriggio diversi collaboratori di Giorgia Meloni leggevano a Palazzo Chigi le carte arrivate dal Tribunale dei ministri. Una lettura certosina, ragionata, analitica, come si deve alla delicatezza del caso, ma soprattutto anche un esercizio di postille e corollari a futura memoria. La presidente del Consiglio ha infatti già dato un mandato al suo staff: spulciare ragionamenti, tesi e costruzione probatoria delle toghe per avere argomenti validi da portare in Parlamento. Quando? A ottobre, quando certamente anche la premier vorrà intervenire in Aula per discutere, e respingere, gli argomenti del Tribunale contro tre membri del suo governo.