A ottant’anni dai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, si parla ancora dell’inevitabilità storica di quelle azioni. Senza gli attacchi atomici il Giappone non si sarebbe arreso, la guerra sarebbe andata avanti ancora a lungo con una perdita di vite maggiore eccetera. Come tesi non è solo controfattuale: probabilmente è anche falsa. E se pure la si volesse prendere in considerazione per la prima bomba, quella su Hiroshima, non varrebbe comunque per quella di Nagasaki, che è stata puro accanimento, smania di distruzione.
L'«inevitabilità storica» di Hiroshima e il «male assoluto» da dover sconfiggere a tutti i costi: due concetti pericolosi
L’inevitabilità storica, che un po’ ci rassicura, è un concetto pericoloso, allora come oggi. E la presenza di un «Male» con la maiuscola è il prerequisito fondamentale












