La riunione di gabinetto per votare sull'occupazione totale di Gaza è fissata per giovedì dalle 18.00 alle 23.00, ma si prevede che le discussioni possano andare avanti fino a tarda notte, ben oltre le cinque ore fissate.
Secondo le stime dei commentatori israeliani, la proposta del premier Benyamin Netanyahu dovrebbe ricevere la maggioranza dei voti, comunque sia formulata.
Ma il dibattito non sarà in discesa, a cominciare dall'opposizione interna al governo rappresentata dal ministro degli Esteri Gideon Sa'ar, di ritorno dalla sessione speciale sugli ostaggi all'Onu, e dal leader del partito ultraortodosso Shas Aryeh Deri, che non vota perché non è un ministro. Ma che ritiene di dover sostenere la sua posizione contraria con forza, rientrando in tutta fretta dopo soli due giorni di vacanza in Svizzera. Il primo ministro dovrà affrontare le obiezioni del capo di stato maggiore Eyal Zamir, che si oppone all'estensione della campagna a tutta la Striscia per i rischi connessi ad operazioni in cui potrebbero rimanere uccisi gli ultimi ostaggi ancora in vita (20 su 50), senza contare l'usura dei soldati che combattono da 670 giorni e l'impegno di non meno di 4-5 mesi di intensi combattimenti.















