Le due sponde dello Stretto di Messina si dividono sulla costruzione del Ponte.

Se dal versante della Calabria si teme per la sopravvivenza della città di Villa San Giovanni, dall'altra, ovvero a Messina, si plaude per la grande sfida che sta per partire.

E così il Ponte, nato e progettato per unire le due sponde, si ritrova a dividere le posizioni dei due sindaci delle città coinvolte nella realizzazione dell'opera. "Abbiamo sempre espresso una contrarietà a questo progetto definitivo approvato", spiegano la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Camini, e i componenti della giunta. Il Comune aveva chiesto di anticipare la "fase degli studi perché solo questo avrebbe dato alla comunità la serenità". C'è a rischio la "sopravvivenza della città di Villa San Giovanni per un cantiere che impatta l'intero territorio comunale dividendolo in due parti", un cantiere rispetto al quale la "città non è oggi preparata. La tutela della città viene prima di tutto", conclude Caminiti.

Dall'altra parte il sindaco di Messina, Federico Basile, che plaude all'approvazione da parte del Cipess del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. Messina deve essere "protagonista attiva in ogni fase del progetto. Non possiamo permettere che una trasformazione di tale portata avvenga senza un pieno coinvolgimento della città nelle scelte strategiche che riguardano il suo futuro", sottolinea il primo cittadino. Il Governo ha oggi la responsabilità di "dimostrare attenzione concreta verso Messina, a partire dalla gestione dei cantieri, che dovranno essere organizzati in modo da non compromettere la mobilità e la qualità della vita quotidiana".