ROVIGO - «Ho letto con molta attenzione l'intervista allo psichiatra Paolo Crepet e ho riscontrato un'interessante chiave di lettura che condivido». Il prefetto Franca Tancredi, da tempo impegnata a coordinare l'ordine e la sicurezza ormai non più solo su Rovigo, dopo gli episodi di violenza, ma su tutto il territorio provinciale, analizza il contesto e, a suo parere, si tratta di un'emergenza legata ad un disagio sociale.
Eccellenza, Lei quindi non ritiene ci sia un problema di sicurezza per la presenza di immigrati?
«Io guardo i dati. Su 20mila immigrati presenti regolari, nei Cas (Centro di Accoglienza Straordinaria) sono accolti circa 420 persone che, rapportati ad una popolazione di quasi 300mila abitanti, non è un gran numero».
Ma in quello di Rovigo all'ex seminario sono quasi 90, un numero triplicato in un solo anno.
«Purtroppo abbiamo dovuto chiudere altre 3 Cas sul territorio per problemi di irregolarità amministrative. E nel Cas di Rovigo ce ne potevano stare solo 51, ma siamo arrivati a 89. Per cui, grazie all'intervento del ministero dell'Interno e al sottosegretario Nicola Molteni che è venuto in Prefettura, alleggeriremo le presenze. A Rovigo è destinato solo il 5% degli arrivi dagli sbarchi nel Veneto, sbarchi che comunque sono molto diminuiti».







