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Ottant’anni dopo l’esplosione della bomba atomica su Hiroshima, il 6 agosto del 1945, la memoria di quell’evento devastante continua a definire e influenzare la città in modo molto più evidente rispetto ad altri luoghi dove si combatté nel secolo scorso. È la conseguenza di scelte precise delle amministrazioni comunali che si sono susseguite a Hiroshima e delle molte associazioni nate in città proprio per tramandare la memoria di quello che successe.

È impossibile non notarlo: l’attrazione principale, praticamente l’unica nel centro cittadino, è il Peace Memorial Park, un parco-memoriale di 12mila metri quadri dove ci sono oltre 30 statue e installazioni in ricordo della bomba, a partire da quella per le vittime coreane alla Torre dell’orologio, che rintocca ogni giorno alle 8:15. C’è anche la fiamma della Pace: venne accesa il 1° agosto del 1964 con l’intenzione di spegnerla solo quando nel mondo non ci saranno più armi atomiche, uno scenario che oggi sembra molto lontano.

Il Peace Memorial Park è forse l’unico posto in tutto il Giappone dove è raro vedere turisti che si fanno foto sorridendo. È però anche un luogo sereno, spesso pieno di bambini e bambine giapponesi che vanno lì per pranzare o passare il tempo.