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Ultimo aggiornamento: 7:45

Furono 43 i secondi che la bomba atomica denominata Little Boy, sganciata dall’Enola Gay alle 8.15 del 6 agosto 1945, impiegò per cadere ed esplodere a 600 metri d’altezza spazzando via la città giapponese di Hiroshima e ipotecando il futuro dell’umanità. Tre giorni dopo l’oscena discesa si replicò a Nagasaki. Nei giorni successivi i piloti che avevano partecipato ai due inediti crimini di guerra furono festeggiati come eroi degli Stati Uniti. Si sottrasse solo l’ufficiale meteorologo Claude Eaterly che aveva fatto il volo preliminare di ricognizione per verificare le condizioni del cielo sopra Hiroshima, dando il via all’operazione criminale.

Eaterly, in preda al rimorso per le conseguenze della sua azione, della cui dimensione apocalittica prima non aveva cognizione, finirà i suoi giorni – lui, anziché i mandanti – costretto in un manicomio militare. Il suo tormento, reso noto al mondo anche attraverso il carteggio epistolare con il filosofo Günther Anders, verrà a conoscenza di un gruppo di ragazze di Hiroshima sopravvissute alla bomba, che gli inviarono una lettera.

“Le scriviamo questa lettera – scrivevano le ragazze nel 1959 – per assicurarle che non nutriamo alcun senso di ostilità verso di lei. Forse le avevano ordinato di fare ciò che ha fatto, o pensava di aiutare la gente ponendo fine alla guerra. Ma lei sa che, su questa terra, le guerre non finiscono con le bombe. (…) Le auguriamo di riprendersi presto e completamente e di unirsi a coloro che si dedicano alla buona opera di abolire la barbarie della guerra nello spirito della fratellanza”. Claude Eaterly non si riprese affatto e fu fatto sparire dalla circolazione, in quanto la sua coscienza inquieta metteva in crisi la pacificazione dell’opinione pubblica su quei crimini mostruosi, mentre il governo Usa aveva avviato la corsa agli armamenti nucleari con l’Unione Sovietica.