Omissione di atti di ufficio per il ministro della Giustizia Carlo Nordio, concorso in favoreggiamento per i ministri Matteo Piantedosi e Nordio e per il sottosegretario Alfredo Mantovano, concorso in peculato per Piantedosi e Mantovano.

Sono questi i reati, con aggravanti, che il Tribunale dei ministri contesta agli indagati negli atti dell'inchiesta su Almasri, in cui chiede l'autorizzazione a procedere nei confronti dei due ministri e del sottosegretario Mantovano, depositati alla Camera.

Nello specifico, il ministro Nordio è accusato dai giudici di omissione di atti di ufficio per aver, nella qualità di ministro della Giustizia, indebitamente rifiutato di dar corso alle richieste urgenti di cooperazione rivolte all'Italia dalla Corte Penale Internazionale sulla richiesta di arresto provvisorio e consegna a carico di Osama Almasri Njeem. Tra l'altro, non rispondendo neppure alle plurime richieste inoltrategli da funzionari della Cpi, che sollecitavano consultazioni, per l'esecuzione della richiesta di perquisizione e sequestro a carico di Almasri di qualsiasi materiale utile alle indagini - tra cui dispositivi di memorizzazione elettronici o magnetici nonché smart card e telefoni cellulari, mobili o satellitari e di trasmissione il più rapidamente possibile - e all'esito di tali operazioni, delle prove acquisite. A tali richieste di cooperazione, per ragioni di giustizia, avrebbe dovuto dar corso senza ritardo. Con le aggravanti di aver commesso il fatto al fine di eseguire il reato di cui al capo che segue, abusando dei poteri e con violazione dei doveri inerenti alla pubblica funzione rivestita.