Il Tribunale dei ministri di Roma ha archiviato l'indagine a carico dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano indagati nell'ambito della vicenda Almasri. Si tratta di un passaggio formale dopo il voto del Parlamento, che ha rigettato l’autorizzazione a procedere. Nel provvedimento i giudici affermano "che la Camera nella seduta del 9 ottobre ha deliberato di negare la richiesta di autorizzazione ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione. E quando è negata l'autorizzazione l'assemblea della Camera competente ne dà comunicazione al collegio, che dispone l'archiviazione degli atti del procedimento, per mancanza della condizione di procedibilità, nei confronti dei soggetti a cui è stata negata l'autorizzazione. Il provvedimento di archiviazione è irrevocabile".

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di Giuliano Foschini

La questione però non è conclusa. Alcune vittime del generale libico hanno immaginato di rivolgersi alla Consulta sostenendo che la decisione del Parlamento presentava «gravissime carenze e contraddizioni motivazionali», tali da poter sostenere il conflitto di attribuzione «nei confronti della Camera dei deputati, per le tre votazioni di diniego della richiesta di autorizzazione a procedere espressa dall’Aula nella seduta del 9 ottobre». «La Camera può negare l’autorizzazione se i ministri hanno agito per interessi costituzionalmente rilevanti o preminenti interessi pubblici – ha detto Francesco Romeo, avvocato delle vittime - Rimandare in Libia un torturatore non credo che possa essere considerato un interesse costituzionalmente rilevante».