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5 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 21:22
Dopo la bocciatura del blitz del centrodestra per motivi contabili, il braccio di ferro sulle rette dei malati gravissimi ricoverati in Rsa si è trasferito dal Parlamento alla Conferenza Stato-Regioni. La politica, insomma, non si ferma mentre nelle aule dei tribunali continuano ad arrivare ricorsi, a volte fondati, a volte no, sulla corretta applicazione della legge da parte dei gestori delle Rsa.
Nell’agenda dell’ente che riunisce Stato e Regioni c’è il costo dei servizi di cura alla persona, quelli che nei malati gravissimi possono avere valenza sanitaria, come per esempio la nutrizione del paziente che si alimenta con il sondino, ma anche la mobilizzazione di malati neurologicamente compromessi o l’igiene di persone allettate con piaghe. Il fatto che per alcuni malati i servizi socioassistenziali di questo tipo, a causa della loro gravissima patologia e/o disabilità, siano indissolubilmente connessi con le prestazioni sanitarie, è una previsione di legge spesso dibattuta, rimandando ai giudici la valutazione se è stata rispettata o meno e se il loro costo è stato o meno indebitamente caricato su malati e famiglie, invece che sulla Regione e, a cascata, sulle strutture per anziani e disabili che erogano i servizi per conto degli enti.






