Cerchi Francesca Albanese e la trovi nel posto più scontato, anche se vengono i brividi: la trovi a Napoli dalla ristoratrice che ha cacciato alcuni clienti israeliani dal suo locale per la sola colpa di essere israeliani. "Tenersi per mano è un’azione rivoluzionaria. Grazie Francesca Albanese perché ci porti con te con competenza e fermezza, attraverso le difficoltà, oltre la paura. Sei una persona necessaria in questo mondo e in questa epoca", aveva scritto Nives Monda - la titolare della Taverna Santa - su Facebook lo scorso 31 luglio.
Intanto la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati ha ricevuto dal sindaco di Bari, Vito Leccese, le chiavi della città. "Sono onorata di ricevere queste chiavi, sappiate che intendo usarle", ha detto l'Albanese. La cerimonia si è svolta ieri, lunedì 4 agosto, nel teatro Piccinni. "Questo è un gesto simbolico - ha detto Leccese - per affermare che Bari è al fianco di Francesca Albanese relatrice speciale delle Nazioni Unite oggetto di sanzioni". "Queste chiavi sono simboliche - ha spiegato Albanese - ma le sanzioni americane non sono un atto simbolico, non hanno precedenti, creeranno il congelamento di tante mie relazioni, sono tecniche di intimidazioni mafiose, ma io so come reagire. Schiena dritta, testa alta e assieme. È il solo modo per resistere alle intimidazioni - ha proseguito - Da figlia del Sud conosco bene le piaghe della criminalità organizzata. Cosa ci insegna la Puglia, Bari, o la Sicilia? Che alla mafia si resiste tutto assieme, a testa alta e schiena dritta".







