I titolari delle farmacie riprovano ad avviare il negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti e questa volta il dialogo con i sindacati sembra partito con una marcia diversa, grazie anche alla nuova offerta di aumento di 180 euro lordi mensili, a regime, nel triennio di vigenza contrattuale.

Il nodo economico

Federfarma e i sindacati (Filcams, Fisascat e Uiltucs) si sono incontrati per trovare soluzioni condivise e superare la fase di tensione del settore, dove il contratto è scaduto ormai da un anno, il 31 agosto del 2024, e si sono susseguiti stati di agitazione e uno sciopero. Il tema più difficile da sciogliere riguarda la parte economica dove la forbice è larghissima. Se i sindacati rivendicano un aumento complessivo di 360 euro, le imprese in una prima fase si erano sedute al tavolo con una proposta di 120 euro sui minimi a cui si aggiunge tutto il welfare che, come ha sottolineato il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, porta l’importo dell’aumento e del costo del lavoro molto più in alto. Nell’incontro Federfarma ha conferma «la disponibilità ad individuare soluzioni condivise che possano essere ritenute soddisfacenti dai sindacati e al contempo risultino sostenibili per tutte le farmacie». Nell’incontro odierno Federfarma si è spinta a proporre un aumento di 180 euro nel triennio di vigenza contrattuale. Si tratta di una proposta che aumenta del 50% il valore delle proposte precedenti ma che è ancora lontana da quanto chiesto dai sindacati. La forbice rimane molto ampia, ma le parti si stanno avvicinando.