Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 19:18
I 60mila dipendenti delle farmacie private di tutta Italia hanno indetto uno sciopero nazionale. Giovedì 6 novembre incroceranno le braccia per 24 ore per chiedere il rinnovo del contratto nazionale scaduto il 31 agosto 2024. L’agitazione è stata indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dopo la rottura dei negoziati tra i tre sindacati di categoria e la parte datoriale, Federfarma. La trattativa si è interrotta dopo l’ultimo incontro del 9 ottobre perché la proposta economica dell’associazione dei titolari di farmacia, pari a 180 euro lordi di aumento complessivo per i prossimi tre anni, è stata giudicata “inadeguata” dalle sigle.
L’appello delle associazioni di categoria a Federfarma: “Torni al tavolo di trattativa con le organizzazioni sindacali confederali favorendo una rapida conclusione del negoziato e dimostri di voler tutelare farmaciste e farmacisti, collaboratrici e collaboratori delle farmacie private riconoscendo un rinnovo contrattuale che rispecchi il valore reale della professione”. A cui ha replicato l’associazione datoriale: “Uno sciopero e una costante rigidità che stanno solo rallentando le trattative. È essenziale che le condizioni economiche e normative stabilite dal Ccnl siano sostenibili per tutte le farmacie, che sono diverse tra loro, grandi e piccole, rurali e urbane, in modo da garantire la capillarità e l’efficienza della rete territoriale”, ha sottolineato Federfarma, a cui aderiscono oltre 18mila farmacie private convenzionate sul territorio nazionale.






