Come batte il nostro cuore? Una collaborazione tra studiosi del Dipartimento di Ingegneria dell'informazione e del Dipartimento di Matematica dell'università di Pisa ha risolto un problema ancora aperto nella comunità scientifica medica e della bioingegneria sin dagli anni '90: la dinamica del sistema cardiovascolare "è regolare e non caotica", decretano gli scienziati. La scoperta porta a una maggior comprensione dell'apparato, aprendo la strada alla definizione di nuovi biomarcatori in grado di quantificare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Il 16 luglio il lavoro ha ricevuto il Best Student Paper Award alla Conferenza della Società internazionale di ingegneria biomedica (Embc). Gli autori sono Martina Bianco, dottoranda al Dipartimento di Ingegneria dell'informazione e prima autrice dell'articolo, Andrea Scarciglia e Gaetano Valenza (Dipartimento di Ingegneria dell'informazione), e Claudio Bonanno (Dipartimento di Matematica).

Sportello cuore – Archivio

Variabilità della frequenza cardiaca

La conferenza ha visto la partecipazione di studiosi da oltre 70 Paesi e l'articolo premiato ha superato la concorrenza di lavori di ricercatori da Cina, Giappone, Australia, Messico, Stati Uniti, Emirati Arabi e diversi stati europei. "Gli intervalli di tempo tra battiti cardiaci consecutivi - spiega Bianco, dottoranda in Ingegneria biomedica con una laurea in Matematica alle spalle - formano una serie chiamata serie della variabilità della frequenza cardiaca (Hrv). Questa serie, composta da intervalli successivi ottenuti dell'elettrocardiogramma, deriva da molteplici input fisiologici, come quelli del sistema nervoso centrale, simpatico e parasimpatico, la respirazione, la pressione sanguigna e l'attività ormonale. Durante il mio lavoro di tesi al Dipartimento di Matematica avevo messo a punto un metodo per capire se una serie di dati può essere interpretata come output di un sistema regolare, il cui stato cioè è determinabile in ogni momento, oppure caotico, cioè dipendente in modo essenziale dalle condizioni iniziali, e che quindi si evolve in modo non predicibile se tali condizioni cambiano anche di poco".