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Ultimo aggiornamento: 7:55
L’ultimo oltraggio subito da Nino Agostino, agente di Polizia, e da sua moglie Ida Castelluccio, assassinati il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini, è stato l’annullamento senza rinvio della sentenza di condanna soltanto nella parte che riguardava Ida, ad opera della Cassazione.
Disumano come separare in morte Giovanni Falcone da sua moglie Francesca Morvillo, ingiusto come ritenere che avendo deciso di ammazzare Nino Agostino in quel luogo e in quel giorno (il diciottesimo compleanno della sorella Flora), i killer mafiosi non avessero messo in conto di trovarlo accompagnato dalla moglie, determinandosi a fare fuoco ugualmente.
Ingiusto come ritenere che assassinare anche Ida non abbia rappresentato un insindacabile vantaggio per Cosa Nostra che ha così tolto di mezzo una testimone scomoda perché forse sapeva qualcosa di troppo, perché forse aveva riconosciuto chi stava sparando. Ingiusto come se averla costretta ad assistere all’omicidio di suo marito e averla quindi trafitta con un colpo al cuore, mentre cercava di mettersi in salvo e salvare la creatura che portava dentro di sé, non sia stato sommamente crudele oltre che letale. Come può finire prescritto per assenza di premeditazione e di ogni altra aggravante un femminicidio del genere?






