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I pm valutano il ricorso: vogliono che al sindaco sia contestata l'induzione indebita
"Il Pirellino è stata la più grande fregatura della mia vita": così il costruttore Manfredi Catella, nel suo interrogatorio in cui ha invano cercato di evitare l'arresto, parlava dell'operazione che doveva vederlo protagonista insieme all'archistar Stefano Boeri, l'acquisto dal Comune di Milano e la coreografica ristrutturazione di un modesto grattacielo in via Melchiorre Gioia. Ora proprio quell'operazione, in larga parte abortita, è al centro dell'assedio che la Procura della Repubblica vuole portare al sindaco Beppe Sala. È per il suo ruolo nell'operazione che Sala è stato iscritto nel registro degli indagati dai pm, ma su quel capitolo d'inchiesta è arrivata la doccia fredda del giudice preliminare che ha scritto di non vederci l'ombra del reato. La Procura non si arrende, e si prepara a ricorrere contro il provvedimento del giudice Mattia Fiorentini: che ha accolto quasi in pieno le altre richieste dei pm, mettendo cinque indagati - tra cui Catella - agli arresti domiciliari, e spedendone uno in carcere, il costruttore Andrea Bezziccheri. Dando però torto alla procura sulla faccenda del Pirellino. Sarebbe un dettaglio quasi irrilevante, in una inchiesta costellata di altri capi d'accusa, se non fosse che i pm in questo modo vedono uscire il sindaco dal mirino.









