TREVISO - È morto ieri mattina, nella casa di riposo a Ormelle, dove si trovava agli arresti domiciliari, Enzo Lorenzon, l’80enne imprenditore agricolo di Ponte di Piave, considerato dalla Procura di Treviso il mandante dell’omicidio dell’ex moglie, Margherita Ceschin, la 72enne trovata uccisa nella sua casa a Conegliano, il 23 giugno di due anni fa. Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Michele Permunian, erano stati motivi economici a innescare sentimenti di forte rancore nell’animo dell’anziano, costretto in sede di separazione a versare alla ex un assegno mensile di 10mila euro.
La donna, a tutela del credito, aveva acceso delle ipoteche per un valore di 500mila euro sui beni dell’ex. E da qui la rabbia e la voglia di farla pagare all’ex moglie. A quel punto Enzo Lorenzon avrebbe cercato di dare corpo ai suoi propositi - secondo la Procura - assoldando un commando di dominicani dietro promessa di un lauto compenso per uccidere la moglie. Anche se una delle imputate, nel corso del processo in Corte d’Assise, aveva detto che l’intenzione era quella di spaventarla e non di ucciderla e che, poi, le cose sarebbero degenerate.
Fatto sta che verso la fine del 2022 Lorenzon dà corpo al progetto omicidiario. Contatta Sergio Lorenzo e il fratello Joel, entrambi dominicani, insieme a Mateo Garcia, un altro cittadino della Repubblica Dominicana che viveva in Spagna. I tre avviano una serie di sopralluoghi, che sarebbero iniziati cinque mesi prima dell’omicidio. E poi entrano nell’appartamento di Margherita Ceschin il 23 giugno del 2023 picchiandola e, alla fine, soffocandola. Quindi, mettono la casa a soqquadro per far pensare a una rapina. Ma i carabinieri, intervenuti subito sul posto, sospettano che qualcosa non sia andato come appare. Le indagini trasformano i sospetti in accuse, che portano al rinvio a giudizio della banda e dello stesso Lorenzon per omicidio.








