TREVISO - «Resteremo all'interno del processo. Se, sulla base delle evidenze emerse fino alla data della morte, c'è una possibilità per Enzo Lorenzon di vedere riconosciuta la sua innocenza, la percorrerò». Lo ha detto l’avvocato Fabio Crea (nella foto), che difende l’imprenditore 80enne di Ponte di Piave, subito dopo essere stato informato della sua morte.
L’anziano aveva consegnato la sua verità ad alcune pagine scritte di suo pugno, che ha fatto avere all’avvocato Crea poco prima del 14 luglio, data dell’ultima udienza in cui sarebbe dovuto terminare l’esame di tutti gli imputati, cioè di Sergio Lorenzo, Mateo Garcia (entrambi difesi dall'avvocato Mauro Serpico), Juan Guzman (difeso dall'avvocato Fabio Crea) che devono rispondere di omicidio volontario premeditato. Mentre Kandy Rodriguez (difesa dall'avvocato Marcello Stellin) è stata sentita nella scorsa udienza, poi aggiornata al 18 settembre prossimo. La memoria difensiva di Lorenzon sarà, dunque, depositata proprio in quella data. «Il documento deve essere ancora acquisito, lo depositerò il 18 settembre prossimo - conferma l’avvocato - In quelle righe c'è la versione di Lorenzon su come sono andate realmente le cose». E poi rimarca: «Continuiamo ad andare avanti nel processo anche perchè sussiste la possibilità di chiedere l’assoluzione nel merito qualora gli atti acquisiti fino ad oggi consentano di dimostrare l’insussistenza del fatto o l’innocenza del mio assistito». E sottolinea anche un altro fatto: «Il decesso del mio assistito conferma quanto avevamo sostenuto in sede di Riesame per farlo uscire dal carcere e affidarlo a una struttura ricettiva. L’età avanzata e le sue condizioni di salute precarie consigliavano l’uscita dal carcere e il collocamento in casa di riposo». Lorenzon, infatti, dopo un periodo dietro le sbarre era stato collocato a Ormelle dove veniva seguito e curato per pesanti problemi renali.






