Mentre ci impegniamo come Ue a comprare dagli Usa nei prossimi tre anni 750 miliardi di dollari di gas e petrolio, anche questo fine settimana milioni di italiani si spostano per le vacanze su auto che funzionano grazie prevalentemente a prodotti petroliferi.

Il 95% dei consumi del settore trasporti riguarda gasolio diesel, 18 miliardi di litri, benzina, 12 miliardi, e Gpl, 3 miliardi, in totale, nel 2024, oltre 33 miliardi di litri. In Italia ci sono 40 milioni di auto, a cui occorre sommare anche 10 milioni di veicoli a due ruote, anche questi a benzina. Nessun Paese al mondo ha una simile densità di motori ed è anche per questo che i prezzi della benzina, ad ogni esodo, infiammano le polemiche. Tuttavia, in questa estate 2025, benzina e gasolio si mantengono deboli intorno a 1,7 euro per litro, livelli inferiori di circa 10 centesimi rispetto a quelli di un anno fa e addirittura più bassi di 40 centesimi dai picchi a 2,1 euro del marzo 2022, quando era appena scoppiata la guerra Russia Ucraina.

Le quotazioni del petrolio sono basse intorno a 70 $/barile per il Brent, grazie anche a quelle abbondanti esportazioni Usa che Trump vorrebbe aumentare, ma che trovano limiti fisici per i tempi lunghi necessari ad espandere la capacità. È qui che a volte si scatenano le accuse circa una supposta maggiore velocità di discesa del prezzo del barile rispetto al più lento calo dei prezzi alla pompa.