Più lenti a rispondere. E più portati a fare errori in un semplice test che valuta i processi cognitivi. Non è solo ai polmoni e alla circolazione che fa male l’inquinamento. Un recente e vasto studio dell’università di Cambridge (pubblicato su The Lancet Planetary Health) ha mostrato l’associazione tra esposizione cronica allo smog e rischio di demenza, compreso l’Alzheimer. Esiste però anche un altro versante di indagine.
Che conseguenze ha la cattiva qualità dell’aria sul benessere mentale, sull’attenzione e sulla concentrazione? Questa domanda è stata la base di una ricerca dell’università Statale, fatta a Milano grazie a un gruppo di cittadini milanesi. Risultato: chi ha respirato l’aria più inquinata nelle 12 ore precedenti, ha avuto tempi di risposta più lunghi ai test (in media, 4,4 per cento in più). L’altro effetto è stato sugli errori: le persone esposte a quantità di biossido di azoto maggiori nelle 24 ore prima delle verifiche hanno commesso più sbagli.









