Oltre lo smog. L’ambiente in cui viviamo può “avvelenare l’organismo e, attraverso le vie respiratorie (e non solo), attaccare il cuore. Lo rivela, numeri alla mano, un nuovo documento di consenso della European Society of Cardiology (ESC), in corso di pubblicazione sull’European Heart Journal. Si punta il dito sui “nuovi” fattori di rischio ambientale come acceleratori silenziosi delle malattie cardiache, dall’infiammazione alla sofferenza cellulare, passando per le alterazioni dei ritmi circadiani.

A fare il punto sul documento sono gli esperti presenti a “RESPIRAMI: Recenti progressi sull’inquinamento atmosferico e sulla salute”, il seminario scientifico tenutosi a Milano e sostenuto da Fondazione Menarini. Dalla scienza si richiede grande attenzione alle misure da adottare, considerando il fatto che l’inquinamento e lo smog incidono, anche indirettamente, sul rischio cardiovascolare, ad esempio influenzando la capacità dell’organismo di regolare la glicemia e quindi controllare il diabete.

Inquinanti e smog sono fattori che possono influenzare la capacità dell’organismo di regolare la glicemia: il documento, infatti, evidenzia che l’esposizione a particolato fine e ultrafine può comportare un aumento cumulativo del rischio di diabete, ictus e infarto. Inoltre, ci sono prove crescenti che l’inquinamento atmosferico è associato a un aumento dell’obesità, causando alterazioni del DNA di alcune cellule del tessuto adiposo “brucia-calorie””.