BOLOGNA – Un nuovo fronte di polemiche si apre sul Due agosto, dopo la lite a distanza tra la ministra Anna Maria Bernini e l’ex presidente dei famigliari delle vittime Paolo Bolognesi. A scatenare rabbia e sconcerto in rete è il manifesto scelto dalla Cisl Romagna per il 45° anniversario della strage alla stazione di Bologna. In cui non viene mai citata la matrice neofascista dell’attentato del 2 agosto 1980. Si legge infatti: "Le 85 vittime innocenti e i loro familiari ci ricordano che il terrorismo non ha colore politico, ma ha solo il volto della barbarie e della viltà". Dopo ore di polemiche, il sindacato fa un passo indietro: cancella il post e si scusa.

Le parole del manifesto avevano sollevato lo sdegno di tanti utenti: “La strage ha un chiarissimo colore politico”, Le cose andrebbero chiamate con il loro nome, per rispetto della memoria storica e della verità giudiziaria, e perché non si ripetano”. A commentare era stato anche l’esponente dem Gianni Cuperlo che sulla sua pagina Facebook non ha mancato di sottolineare che "se questo manifesto della Cisl Romagna non è un fake (cosa che personalmente spererei con tutto il cuore) non resta che prendere atto di dove la miseria umana e politica possa spingersi".