Se la decisione ridisegna i poteri

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I parenti delle vittime al governo "Riconoscano la matrice nera" .

Il dolore e la commozione durante il corteo verso la stazione di Bologna e il triplice fischio del treno in piazza Medaglie d’Oro alle 10.25 si ripetono identici da anni. Ma nonostante i tribunali abbiano scritto la verità giudiziaria sulla strage di Bologna che fece 85 morti e oltre 200 feriti, non mancano – come sempre – scontri e distinguo politici. Una strage che, come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per il 45esimo anniversario della bomba, "ha impresso sull’identità dell’Italia un segno indelebile di disumanità da parte di una spietata strategia eversiva neofascista che mirava a colpire i valori costituzionali, le conquiste sociali e, con essi, la nostra stessa convivenza civile". Dopo 45 anni di depistaggi e ostacoli, ora ci sono le prove, scandiscono dal palco sia Paolo Bolognesi, nel suo ultimo atto da presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, sia il sindaco Matteo Lepore: gli esecutori materiali furono i terroristi neofascisti, i mandanti Licio Gelli e i membri della loggia massonica P2, che quella strage la idearono, la organizzarono e la finanziarono. Verità dimostrate da sentenze passate in giudicato che, però, non placano polemiche e fischi. Contro la premier Giorgia Meloni, ma soprattutto contro il presidente del Senato Ignazio La Russa. Fischi che arrivano quando Bolognesi – gli succede da oggi il vice Paolo Lambertini – li cita in alcuni passaggi del suo discorso. "Una cosa – dice riferendosi anche agli screzi che seguirono la cerimonia dell’anno scorso – è il rispetto per le istituzioni, un’altra cosa è l’accettazione di riscritture interessate della storia, che non possiamo far passare". Poi si rivolge direttamente alla presidente del Consiglio (che anche ieri non ha citato la matrice neofascista della strage, ndr): "Condannare la strage di Bologna senza riconoscerne e condannarne la matrice fascista è come condannare il frutto di una pianta velenosa, continuando ad annaffiarne le radici".