la ricorrenza 03 agosto 2026 alle 00:29Mattarella pronuncia la parola “neofascista”, Meloni no: l’ira dei familiari

Ancora una volta la memoria della strage del 2 agosto del 1980 unisce Bologna ma contrappone i familiari delle vittime alla premier Giorgia Meloni, incalzata a distanza, dal palco della stazione, a pronunciare la parola «neofascista» sulla matrice dell'attentato. Una matrice emersa dai processi che hanno condannato per la strage terroristi di destra.

L'espressione è presente nella dichiarazione inviata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: il ricordo e il dolore per la strage, ha detto, rilanciano «l'impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di democrazia. I valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere». Parole applaudite dalle migliaia di persone riunite in piazza dopo il corteo aperto dallo striscione “Bologna non dimentica”.

Frasi e sfumature

La stessa piazza invece ha riservato fischi al ministro Nordio, citato nell'intervento del presidente dei familiari delle vittime, Paolo Lambertini, in relazione al piano di rinascita nazionale della P2. Applaudito l’intervento del sottosegretario all'Interno, il leghista Nicola Molteni, unico rappresentante del governo, che ha parlato di «attentato terroristico di matrice neofascista» e ha assicurato l'impegno delle istituzioni ai parenti delle vittime, riuniti nel cortile di Palazzo D'Accursio. Il ministro Matteo Piantedosi ha sottolineato su X la «disumanità del disegno eversivo di matrice fascista che provò a minare il cuore della nostra democrazia».