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Da venerdì a Venezia è entrato definitivamente in funzione il Si.Sa., il sistema di accertamento delle sanzioni che tutti in città chiamano “barcavelox”, perché di fatto è una specie di autovelox per le barche e i motoscafi. Dopo una procedura di autorizzazione durata un paio d’anni, negli ultimi mesi sono stati installati quasi cento sensori nei canali principali della città, poi accesi dall’1 giugno per un periodo di sperimentazione concluso l’1 agosto, quando sono state fatte le prime multe.

Il barcavelox serve soprattutto a controllare la velocità di barche e motoscafi che si spostano nei canali. Limitare la velocità è il modo più efficace per prevenire il moto ondoso, che per Venezia è un problema storico, dibattuto da decenni. Le onde create dalle barche a motore rendono molto difficile la navigazione delle barche più piccole, che rischiano di rovesciarsi. Inoltre le stesse onde, quando si infrangono contro i palazzi e le rive, provocano danni alle fondamenta e in generale alla delicata struttura edilizia della città.

I danni provocati agli edifici da una onda sono irrilevanti, ma diventano visibili e preoccupanti quando la situazione della stabilità è ormai grave e spesso irreparabile. Per rimediare a questi danni servono costosi cantieri di consolidamento e a Venezia non è raro vedere palizzate che da anni sorreggono le parti pericolanti di alcuni edifici.