Ufficialmente si chiama “Si.Sa”, ma a Venezia il nuovo sistema di accertamento delle sanzioni per barche e motoscafi si è già conquistato il soprannome di “barcavelox”. Si tratta di uno strumento che grazie alla distribuzione di cento sensori nei canali principali della città misura la velocità delle imbarcazioni.
E’ entrato ufficialmente in funzione ieri, ma le procedure di autorizzazione sono durate un paio d’anni. L’obiettivo finale è evitare che il passaggio delle barche a motore possa creare onde che complicano la navigazione delle barche più piccole, che quindi rischiano di rovesciarsi.
E le barche a motore non sono poche: le stime ne contano circa 100mila al giorno, mentre cinquant’anni fa erano solo 12.500.
Quando invece si infrangono contro i palazzi, il rischio è che le onde provochino danni alle fondamenta. Il risultato è che a Venezia non è raro vedere delle grandi palizzate che sorreggono per lungo tempo le parti pericolanti di alcuni degli edifici più colpiti dalle onde.
I sensori del “barcavelox” sono entrati in funzione tra Canal Grande, canale della Giudecca, piazzale Roma, San Marco, San Zaccaria, Fondamente Nove, e a seconda delle zone i limiti imposti vanno dai 5 ai 20 chilometri all’ora. E se si sgarra, la multa è salata: 138 euro.







