Per Venezia è una novità assoluta, dopo anni di dibattito legato al moto ondoso, ma anche agli incidenti che, seppure rari, accadono nei canali e in laguna. L’alta velocità delle barche mette a repentaglio, oltre che la sicurezza, la salvaguardia “del delicato ecosistema lagunare”.

La sperimentazione

La fase sperimentale è stata avviata il 1. giugno e durerà due mesi. Molti sono i passaggi necessari: nei primi giorni di maggio, al Polo Nautico di San Giuliano gli Stati Generali della Città sulla mobilità acquea e il moto ondoso. Un incontro indetto e voluto dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro al quale hanno preso parte i rappresentanti di oltre 90 tra autorità e forze dell’ordine, enti, istituzioni e di tutte le associazioni di categoria e sportive, operatori, concessionari coinvolti in ambito lagunare. Erano presenti gli assessori della Giunta comunale e i consiglieri delegati, oltre al prefetto Darco Pellos e il presidente dell’Autorità per la Laguna, Roberto Rossetto.

Poi, l’8 maggio il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la delibera che configura l’aggiornamento del Regolamento per la circolazione acquea nel Comune di Venezia configura l’introduzione in deroga di sistemi automatici per il controllo della velocità dei natanti.