Gli incidenti - spesso mortali - che si sono verificati negli ultimi anni tra barche, hanno acceso i riflettori sulla necessità di controlli sempre più serrati nei nostri mari ma anche nei laghi, meta, nei mesi caldi, di migliaia di turisti. Così la Guardia costiera, insieme alle altre forze dell’ordine, ha ampliato la propria presenza nelle acque italiane, facendo frequenti controlli a campione o su segnalazioni di terzi, a chi è sospettato di guidare le imbarcazioni sotto l’effetto di alcol o di sostanze stupefacenti, ma anche di chi guida oltre i limiti di velocità o troppo vicino alla costa, mettendo in pericolo la vita propria e altrui.

Il codice della navigazione stabilisce, come per la guida su strada, che il tasso alcolemico non superi la soglia di 0,5. In mare o nel lago non c’è differenza. «I controlli vengono effettuati a campione ma anche su segnalazione degli utenti», spiegano dal Reparto operativo laghi Milano della Guardia costiera. «C’è molta attenzione da parte delle persone che frequentano i nostri laghi, succede spesso che chiamino la sala operativa se vedono persone alterate», aggiungono. «Noi andiamo a verificare la situazione a bordo e controlliamo ogni passeggero. Nel caso in cui si verifichi anche solo una situazione di dubbio sull’abuso di alcol o droghe scatta il controllo», spiegano dalla Capitaneria. Si tratta di controlli eseguiti, almeno nei laghi, insieme agli agenti della polizia Locale. Per questo, le persone sospette «vengono portate nel sorgitore più vicino oppure imbarchiamo i colleghi della polizia e facciamo un pre-test». Nel caso in cui questo risulti positivo, l’imbarcazione viene scortata a terra, i passeggeri fatti scendere e viene effettuato l’alcol test. Le sanzioni previste dal codice della navigazione, come quello della strada, sono diverse a seconda della rilevazione del tasso alcolemico. Ma la presenza delle forze dell’ordine costantemente in acqua è già un deterrente. «Stare di sabato e domenica nelle acque e garantire unità navali nelle ore di maggior afflusso, è un deterrente che impedisce il più delle volte la violazione delle norme. I laghi sono molto frequentati e molto vasti e il lavoro di squadra, spesso coordinato anche dalle Questure, ci garantisce di essere presenti per tutta la giornata e tutta la notte». Altra nota dolente, spesso causa di incidenti mortali tra barche, è la velocità. Sono le leggi regionali a stabilirne i limiti, e sempre le Regioni dettano le norme sulla distanza che le imbarcazioni devono tenere dalla costa. Per quanto riguarda il lago di Como, il comune due giorni fa ha emanato un’ordinanza sindacale - che sarà in vigore solo per i mesi estivi - che riduce ulteriormente la velocità in tutta la competenza del Lago: 10 nodi di girno, 5 di notte. Si tratta di ulteriori restrizioni rispetto alla legge regionale, adottate proprio in seguito all’incidente dello scorso 12 luglio in cui ha perso la vita la turista 33enne Julina De Lannoy.