VENEZIA - Due autovelox su tre, nel Veneziano, non passano l’esame del decreto Salvini. La prefettura si era presa dodici mesi di tempo per individuare le aree compatibili con il decreto ministeriale del 28 maggio 2024: puntualmente un anno dopo, il 29 maggio scorso, il prefetto Darco Pellos ha fissato i punti in cui potranno essere installati i nuovi rilevatori, quali potranno essere confermati e quali invece dovranno essere eliminati. I numeri parlano chiaro: prima della nuova legge le aree erano 26 (con altrettanti dispositivi), oggi quelle indicate dal decreto prefettizio sono 10. «Le aree sono state notevolmente ridotte - conferma Pellos - adesso abbiamo dato le nostre indicazioni alle amministrazioni locali, spetterà a loro l’installazione dei dispositivi che, però, dovranno essere in regola, come stabilito dal decreto ministeriale, con omologazione e autorizzazione».

Salta all’occhio in particolare la situazione della Romea: fino ad oggi, sulla Statale 309, c’erano 6 autovelox. Il prefetto ha decretato che ne dovrà rimanere soltanto uno per direzione di marcia nel territorio di Chioggia. Dunque dovranno salutare i rilevatori di velocità di Campagna Lupia e di Mira.

Saltano, inoltre, praticamente tutti gli autovelox del Miranese: quello di Mirano, sulla provinciale 32, quelli sulla regionale 15, tra Vetrego e Fiesso, e quello sulla provinciale 81 (conosciuta da tutti come “camionabile”) in territorio di Spinea. Quest’ultimo era stato contestato più volte dai cittadini per la sua prossimità al cavalcavia. Verrà confermato, invece, sulla stessa strada, quello qualche metro più in là, all’interno del territorio del Comune di Venezia.