C’è l’obbiettivo di guadagnarci e c’è la volontà di danneggiare. Per questo, nella divulgazione dei messaggi privati tra Raoul Bova e Martina Ceretti da parte di Fabrizio Corona sui suoi canali social è ravvisabile non solo la diffamazione — per i toni con cui viene descritto l’attore — ma anche la più grave «illecita diffusione di dati personali», una norma specifica della legge sulla privacy, che si regge proprio sui due presupposti iniziali.
Anche Raoul Bova querela Corona (dopo Bernardini de Pace): «Frasi infondate, umilianti e aggressive» per fare soldi
Su Telegram, dopo aver diffuso il vocale di Bova a Martina Ceretti, Corona aveva scritto: «Condividetelo con i vostri amici raga, così normalizziamo un po’ questo “VIP'»













