Venticinque anni dopo la Gmg di Roma e il Grande Giubileo, la spianata di Tor Vergata torna a riempirsi dei colori e dell'allegria dei giovani di tutto il mondo.

E' l'onda cattolica che da una settimana ha invaso la capitale. Si canta e si balla, si prega e si ride.

E' la 'woodstock' cattolica che dai tempi di Wojtyla si raduna per vivere, a modo suo, la fede. Niente vestiti mortificanti in questo Giubileo 2025 perché i ragazzi parlano anche attraverso i tatuaggi e le scollature, le unghia laccate e gli zainetti che hanno preparato con cura all'alba di questa mattina. "Mi dai il tuo cappello?", chiede un giovane italiano ad un messicano che indossa un sombrero.

"Lo regalo domani alla fine del Giubileo", gli risponde cortese. Lo scambio di bandiere, magliette, cappelli e ogni oggetto fa parte della kermesse in un evento dove si parla di pace e non ci sono confini, né linguistici né culturali. Purtroppo a funestare l'evento è stata la morte di una giovane di 18 anni che era arrivata in Italia dall'Egitto, proprio per raggiungere il Giubileo di Roma. Il Papa, saputa la notizia, ha espresso il suo "profondo dolore" e ha voluto incontrare, questa mattina in Vaticano, gli amici di Pascale Rafic. La ragazza era arrivata con la delegazione Egitto-Sud Sudan e aveva pernottato con il suo gruppo nella parrocchia di Artena, comune in provincia di Roma.