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Il 12 agosto è in programma l’incontro per firmare l’accordo di programma sul futuro dell’ex ILVA di Taranto, il più grande impianto siderurgico d’Europa tra quelli ancora alimentati a carbone. Mancano dieci giorni, ma le posizioni del comune, del governo e dei sindacati sono ancora molto distanti nonostante le trattative portate avanti negli ultimi giorni – piuttosto caotici – che hanno portato il sindaco di Taranto Piero Bitetti prima a dimettersi e poi a ripensarci per non abbandonare il confronto sul futuro delle acciaierie.
L’incontro al ministero delle Imprese per approvare la bozza dell’accordo di programma era già previsto per giovedì 31 luglio, poi rimandato proprio per via delle dimissioni del sindaco a cui il governo ha concesso ancora qualche giorno per arrivare a un compromesso.
L’accordo di programma, che deve essere firmato dal governo, dalla regione Puglia, dal comune e dai sindacati, è un documento essenziale per stabilire i tempi della decarbonizzazione, cioè il passaggio per l’impianto a un sistema di produzione meno inquinante rispetto agli attuali altiforni alimentati a carbone. Il governo e i sindacati spingono per una soluzione che consenta di mantenere l’occupazione, mentre il comune ha proposto una versione più radicale per limitare l’impatto ambientale.











