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L'Upb taglia le stime del Pil 2025: "Ripresa legata a esecuzione Pnrr"
La frenata del Pil nel secondo trimestre, legata al difficile scenario del commercio internazionale, ha reso il quadro congiunturale più fragile. A certificarlo è l'Ufficio parlamentare di bilancio, che, nella nota di agosto, ha preso atto della stima preliminare dell'Istat e ha rivisto al ribasso le previsioni sul Pil: +0,5% sia nel 2025 che nel 2026. Una correzione al ribasso (rispettivamente di 0,1 e 0,2 punti percentuali rispetto alle previsioni di aprile) che fotografa una ripresa condizionata dalla realizzazione del Pnrr i cui progetti devono essere completati entro giugno 2026.
Il Pil, sceso dello 0,1% nel secondo trimestre dopo il +0,3% dei primi tre mesi dell'anno, ha subito l'impatto negativo della domanda estera, che ha più che annullato il contributo positivo dei consumi e degli investimenti. A pesare, spiega l'Upb, anche l'apprezzamento dell'euro sul dollaro, che ha colpito le esportazioni, in particolare nel secondo trimestre, dopo un primo parziale recupero legato all'anticipo di spedizioni verso gli Stati Uniti per evitare l'impatto dei nuovi dazi.











