La Val di Non ospiterà a partire dal 2026 Intacture, il primo data center ipogeo d’Europa, nel quadro di un progetto di più ampio respiro chiamato TERA, presentato oggi alla Camera dei deputati alla presenza di Alessia Ambrosi (componente della commissione di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto), Mauro Rotelli (presidente commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici) e personalità della provincia autonoma di Trento.

Un progetto nel suo insieme che non ha uguali al mondo, va oltre la mera attività industriale, all’interno di una miniera attiva che è perno di un flusso di economia circolare che conserva territorio, rispetta l’ambiente e produce valore per l’Italia.

Damiano Clauser

Il progetto TERA e Intacture

TERA eredita il nome dal greco, letteralmente “cosa portentosa” ma anche prefisso che moltiplica le unità di misura (si pensi a terabyte). Nello specifico, TERA rappresenta un ecosistema minerario attivo: ancora oggi vengono estratti minerali, si presta a stoccare 2,5 milioni di bottiglie di vino, 40mila tonnellate di mele e 1.200 forme di formaggio ma è anche un hub per le tecnologie.