Se da un lato «professionisti e imprenditori dettano le regole, addirittura contribuendo a legiferare pur di mantenere i privilegi acquisiti»; dall’altro i «pubblici ufficiali», per i loro fini «privati, subappaltano agli speculatori la pianificazione del territorio» comportandosi «da commerciali d’azienda». Così il gip di Milano, Mattia Fiorentini, sintetizza il “sistema Milano” nelle oltre 400 pagine di ordinanza di applicazione delle misure cautelari nei confronti di sei dei 74 indagati nella maxi inchiesta sull’urbanistica meneghina.
In sostanza, «importanti imprenditori privati potevano ottenere informazioni, anticipazioni e un occhio di riguardo per le pratiche di interesse». Come? «Corrompendo il presidente della Commissione paesaggio, Giuseppe Marinoni e singoli componenti della commissione, tra cui Alessandro Scandurra, interamente composta da professionisti operanti sul territorio di Milano». I professionisti però, a loro volta, erano «soggetti alle pressioni dell’assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi».
Un «sistema», appunto, scrive il gip, «di corruttela e commistione tra interessi pubblici e privati», «nel quale una parte della classe politica, dei dirigenti comunali, dell’imprenditoria e delle libere professioni prospera piegando a proprio uso le regole esistenti, interpretandole capziosamente, ove possibile, o aggirandole in maniera occulta». Al centro dell’inchiesta la Commissione per il paesaggio (il cui ex presidente, Marinoni, è tra i cinque indagati finiti ieri agli arresti domiciliari, insieme ad Alessandro Scandurra, componente della stessa Commissione) che, si legge nell’ordinanza, «vantava ampi poteri discrezionali, tra i quali l’autorizzazione al discostamento dalle norme morfologiche, che consentiva ai progettisti di smarcarsi dal piano attuativo». Un sistema che veniva appoggiato dai rappresentanti della politica locale, «nella persona dell’assessore Tancredi», che avrebbe «certamente concorso al perfezionamento del patto corruttivo tra Marinoni e Pella, dapprima nominando Marinoni presidente della commissione» e poi, dice il gip, «prestandosi ad agevolare le iniziative del tandem Studio Marinoni J+S spa». Per il gip, «assai indicativo della permeabilità dell’assessore alle iniziative dei privati e dell’asservimento della pubblica funzione agli interessi economici di questi ultimi, è anche l’appunto rinvenuto nella disponibilità di Tancredi» durante la perquisizione domiciliare. Si tratta – a dire del giudice – di una strategia suggerita da Carlo Masseroli, ex assessore del Comune di Milano e attuale manager di Nhood Service Italy nello sviluppo dei piani speculativi sui nodi. Un presunto “pizzino” «per costruire ad hoc un convenzionamento da impugnare successivamente in via amministrativa, per ottenere benefici in termini di superficie lorda». Tutti i soggetti coinvolti, «erano a conoscenza del fatto che le regole edificatorie venivano abitualmente piegate per soddisfare gli interessi degli investitori». Non solo, il sistema è «addirittura “istituzionalizzato”, con il conferimento, nel gennaio del 2023, del patrocinio comunale allo studio condotto da Giuseppe Marinoni sui nodi e sulle porte metropolitane di Milano, che i privati si permettono di esercitare pressioni sulle più alte cariche istituzionali (compreso il sindaco Sala) per ottenere l’approvazione di progetti milionari, prospettando, altrimenti, una sospensione degli investimenti e iniziative giudiziarie».











