Ferrari chiude il secondo trimestre del 2025 con risultati solidi, nonostante le incertezze legate ai dazi americani sulle importazioni di auto europee. L’accordo raggiunto in Scozia tra il presidente Usa Donald Trump e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha eliminato il rischio di una riduzione del 50% dei margini per la Casa di Maranello, permettendo di guardare con ottimismo al 2025. I ricavi netti al 30 giugno si attestano a 1,787 miliardi di euro, in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente, con 3.494 vetture consegnate.

I numeri

L’utile operativo raggiunge i 552 milioni (+8,1%), mentre l’utile netto si ferma a 425 milioni (2,38 euro per azione). Il margine operativo lordo sale a 709 milioni (+5,9%), con un margine del 39,7%. Positiva anche la generazione di free cash flow industriale, pari a 232 milioni. “Il primo semestre del 2025 dimostra la nostra capacità di gestire l’azienda con agilità e flessibilità”, ha dichiarato l’amministratore delegato Benedetto Vigna. “I risultati riflettono il nostro impegno nell’esecuzione della strategia e nell’innovazione. La domanda per la famiglia 296 Speciale e il successo della nuova Ferrari Amalfi, coupé che ridefinisce il concetto di gran turismo, confermano la forza del nostro portafoglio ordini, che copre la produzione fino all’inizio del 2027”.