“Bruciare” le cellule sul fondo dello stomaco che producono l’ormone della fame, la grelina (o ghrelina), grazie a una “gastroscopia” speciale. Lo stanno sperimentando alla Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma in persone con obesità, con risultati molto positivi, sebbene preliminari: insieme all’intervento di restrizione del volume dello stomaco (endosleeve, eseguita anch’essa in endoscopia), questa nuova tecnica ha permesso di raggiungere una perdita di peso pari al 29-32% dell’indice di massa corporea iniziale (Bmi) in 18 mesi, cioè molto simile a quella che si ottiene con la chirurgia bariatrica, più invasiva. Lo studio ha coinvolto fino ad ora 20 pazienti e sarà pubblicato entro la fine dell’anno.

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29 Luglio 2025

Restringere e rinnovare

Parliamo di due interventi mini-invasivi di endoscopia bariatrica. Il primo in gergo medico si chiama Gastric Mucosal Ablation (Gma), l’ablazione termica della parete del fondo dello stomaco, e viene eseguita solo da pochi anni; il secondo è invece la “classica” gastroplastica verticale endoscopica.