(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Prysmian +2,94%
svetta a Piazza Affari (FTSE MIB -0,22%
), spinta dai conti migliori delle attese e dalla revisione al rialzo della guidance per il 2025. Il titolo del produttore di cavi guadagna e tra i migliori del listino milanese e torna così a un passo dai massimi storici, posti poco sopra 72 euro.
Guardando nel dettaglio alla trimestrale, Prysmian ha riportato per il primo semestre un utile netto di gruppo pari a 426 milioni rispetto ai 402 milioni dei primi sei mesi del 2024 mentre l'Ebitda è salito a 1,13 miliardi dagli 801 milioni di un anno fa. I risultati riflettono l'inclusione nel perimetro di Encore Wire, completamente consolidata a partire dal 1° luglio 2024, e di Channell, consolidata a partire dal 1° giugno 2025. Sulla base di queste performance, il gruppo ha deciso di rivedere al rialzo la propria guidance per l'anno «nonostante il peggioramento del tasso di cambio euro/dollaro» rispetto a febbraio e si attende ora un adjusted ebitda compreso tra 2,3 e 2,37 miliardi di euro. I risultati sono «leggermente sopra le attese», commenta Equita, che sottolina in particolare il traino del business Power Grid. «Prysmian ha riportato risultati solidi» e «l'aggiornamento della guidance è in linea con le aspettative», concorda Intermonte. La banca d'affari - che ha per il titolo una valutazione "outperform" con target price a 68,5 euro - ritiene Prysmian ben posizionata anche rispetto ai dazi sul rame al 50% annunciati ieri dalla Casa Bianca: la società «aveva evidenziato un impatto positivo dai dazi sul rame rispetto ai concorrenti dovuta alla sua maggiore integrazione verticale (mentre i concorrenti più piccoli importano il rame utilizzato)».









