(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dopo un avvio pesante per Prysmian +3,53%
, il titolo riduce le perdite e si porta in cima al FTSE MIB +0,15%
Questa mattina, a mercati ancora chiusi, la società ha diffuso i conti del primo trimestre che hanno visto l’utile netto salire del 63% a 253 milioni di euro, i ricavi a 5,21 miliardi (+5%) e la conferma delle guidance 2026. A deludere è stato il dato dell’ebitda che è stato inferiore alle attese degli analisti. In particolare secondo Intermonte la società ha registrato «risultati solidi a livello di ricavi ma con un ebitda del 2% sotto consensus a 601 milioni rispetto al consensus di 612milioni e alla nostra stima di 608 milioni».
Dal canto suo la società ha sottolineato che sull’ebitda ha pesato un impatto negativo dei tassi di cambio pari a 36 milioni. Sulla stessa linea d’onda gli esperti di Jefferies. «L’ebitda del primo trimestre», spiegano, è «leggermente sotto le attese, penalizzato da una crescita molto inferiore del segmento Transmission, che tuttavia dovrebbe accelerare nei prossimi trimestri grazie all’entrata in funzione di nuova capacità produttiva, favorendo anche un’ulteriore espansione dei margini. Il portafoglio ordini HV compie un ulteriore salto in avanti. Il recupero dei margini di Power Grids è in ritardo, ma compensato da una forte dinamica di crescita. I margini di Electrification sono in linea, con un potenziale rialzo ancora legato ai dazi. Margini migliori per Digital Solutions, con Prysmian in trattativa per ulteriore capacità produttiva. La guidance 2026 è confermata, come previsto». I target fissati vedono un ebitda adjusted compreso nell’intervallo tra 2,62 e 2,77 miliardi di euro e un free cash flow compreso nell’intervallo tra 1,3 e 1,4 miliardi. Jefferies si concentra anche sul fatto che il gruppo è in trattativa per accordi commerciali di lungo termine con i clienti per cogliere la crescita dei data center, incluse nuove opportunità nel cosiddetto “white space”.









