I dazi americani minacciano di ridisegnare le catene di approvvigionamento globali. L’obiettivo di Donald Trump è riportare la produzione negli Stati Uniti. Il puzzle doganale formato dagli accordi commerciali siglati dagli Stati Uniti potrebbe però finire per favorire agli occhi dei consumatori americani i beni prodotti in Paesi che hanno spuntato tasse doganali più basse rispetto ad altri. Come si posizionano le aziende europee e italiane in questo caleidoscopio tariffario rispetto ai concorrenti globali?