Francesca rientra in quel 74% di donne occupate con figli sotto i 14 anni che prova “gravi difficoltà” nella conciliazione tra vita lavorativa e familiare nei mesi estivi

di Sarah Barberis

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Ogni estate, in Italia, si ripete la stessa scena: scuole chiuse per 14 settimane – il record in Europa – e famiglie lasciate sole a “gestire”. Un paradosso antico, figlio di un’organizzazione scolastica pensata per un altro secolo, che oggi cozza con orari aziendali inflessibili, servizi pubblici carenti e un’idea di lavoro ancora modellata su corpi, comportamenti e biografie maschili. Secondo un'indagine Istat, il 74% delle donne occupate con figli sotto i 14 anni segnala “gravi difficoltà” nella conciliazione tra vita lavorativa e familiare nei mesi estivi. Una su tre rinuncia alle ferie o le usa interamente per gestire i figli. Non è una questione di “disorganizzazione personale” ma di disfunzione strutturale.

In questa cornice, la voce di Francesca – madre, lavoratrice, professionista – racconta ciò che tante vivono ma poche nominano: che l’estate, per molte donne, è il tempo della resa dei conti e non un momento per rigenerarsi. Risponde alla lettrice Roberta Zantedeschi, consulente HR, business coach umanistica specializzata in comunicazione efficace e rispettosa nelle organizzazioni, nonché autrice.