L'Europa si prepara al più grande esperimento di sorveglianza biometrica della sua storia. Parliamo dell'avvio del sistema Entry/Exit System (Ees). Dal 12 ottobre 2025, data annunciata mercoledì 30 luglio dalla Commissione europea, ogni cittadino non europeo dovrà fornire impronte digitali e immagine facciale per poter attraversare le frontiere dell'area Schengen.Il sistema Entry/exit (Ees, sistema di entrata e uscita) sostituirà i timbri sui passaporti raccogliendo dati biometrici di ogni viaggiatore non europeo che varca i confini per soggiorni di breve durata, fino a 90 giorni ogni 180. Dopo quattro rinvii dal 2022 dovuti a problemi tecnici e resistenze dei paesi membri, l'avvio sarà definitivamente graduale durante un periodo di sei mesi, alla fine del quale tutti i punti di frontiera saranno completamente operativi.Come funzionerà il nuovo controllo digitaleL'Ees è la realizzazione di un progetto pensato nel 2016 come parte del programma "Smart borders" dell'Unione europea. Il sistema, gestito dall'Agenzia eu-Lisa (l'ente europeo che si occupa dei grandi sistemi informatici per sicurezza e giustizia), creerà un archivio centralizzato con le informazioni personali di milioni di viaggiatori non europei.Ogni volta che qualcuno attraversa una frontiera verrà creato un documento digitale completo che includerà nome, passaporto, data e luogo di ingresso e uscita, oltre alle impronte digitali e alla foto del volto raccolte tramite scanner e telecamere di riconoscimento. La tecnologia funzionerà attraverso macchine automatiche presso aeroporti, porti e valichi di frontiera in tutti i 29 paesi che partecipano, cioè 25 stati membri dell'Unione europea più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.Il Regno Unito si attrezzaIl governo britannico ha speso 10,5 milioni di sterline per preparare i terminal di Eurostar, Eurotunnel e il porto di Dover all'arrivo del nuovo sistema, installando più di 170 macchine di registrazione solo in questi tre luoghi fondamentali per i viaggi tra Gran Bretagna e continente. La prima volta che si viaggia bisognerà dare quattro impronte digitali e farsi fotografare il volto, creando un profilo personale valido per tre anni.Nei viaggi successivi, i passeggeri dovranno fornire solo un'impronta digitale o farsi fotografare di nuovo per essere riconosciuti. Il sistema controllerà automaticamente l'identità confrontando i dati forniti con quelli salvati nell'archivio centrale, operazione che secondo le previsioni di Eurotunnel aggiungerà poco più di cinque minuti ai tempi di attraversamento.Le proteste per la privacy e i diritti dei cittadiniL'arrivo dell'Ees ha creato forti preoccupazioni tra le organizzazioni che si battono per i diritti digitali e gli esperti di privacy. Già nel 2021 era stata promossa un'iniziativa dei cittadini europei per chiedere “il divieto delle pratiche di sorveglianza biometrica di massa”, con l’obiettivo di introdurre regole stringenti sull’uso delle tecnologie biometriche e prevenire interferenze sproporzionate con i diritti fondamentali. In quella occasione, European digital rights (Edri, principale rete europea per i diritti digitali) e altre 52 organizzazioni avevano definito i sistemi di riconoscimento basati su caratteristiche fisiche “una delle più gravi minacce ai diritti fondamentali e alla democrazia mai registrate”.Il problema diventa ancora più grave considerando le posizioni contraddittorie assunte dalle istituzioni europee: l'AI Act europeo, la legge europea sull'intelligenza artificiale approvata nel 2024 ed entrata in vigore il 2 febbraio 2025, ha vietato i sistemi di identificazione biometrica in tempo reale negli spazi pubblici, classificando il riconoscimento facciale come tecnologia "a rischio inaccettabile" e avvertendo che "l'uso e la raccolta di dati fisici per riconoscere le persone possono creare rischi specifici per i diritti fondamentali".Tuttavia il regolamento prevede ampie eccezioni per le forze dell'ordine in nome della "sicurezza nazionale", permettendo l'uso del riconoscimento facciale per emergenze, ricerca di persone scomparse e indagini su crimini gravi. Una posizione che appare in evidente contrasto con il funzionamento dell’Ees, il quale impiega proprio queste tecnologie su vasta scala alle frontiere, rendendo ogni attraversamento un controllo biometrico obbligatorio.Dal punto di vista delle leggi, l'Ees deve rispettare anche i principi del Regolamento generale sulla protezione dei dati, il Gdpr, che considera i dati fisici delle persone come "categorie speciali di informazioni personali" che richiedono protezioni extra. Tuttavia, il fatto che il sistema sia obbligatorio solleva dubbi sulla validità del consenso, dato che chi rifiuta di fornire impronte digitali e foto non può entrare nel territorio europeo.I dati raccolti verranno conservati per tre anni dopo l'ultimo viaggio e saranno accessibili non solo alle autorità di frontiera, ma anche a Europol (l'agenzia che coordina le attività di polizia europea) per indagini criminali. Il sistema fa parte di un progetto più ampio di controllo digitale delle frontiere europee che vedrà nel quarto trimestre del 2026 l'arrivo del European travel information and authorisation system (Etias), un meccanismo di autorizzazione prima del viaggio che costerà 20 euro per i visitatori che non hanno bisogno di visto.