Duecentomila italiani ogni anno si sottopongono a un intervento di protesi e i numeri sono destinati ad aumentare parecchio, di pari passo con l'invecchiamento della popolazione e con l'allargarsi del girovita dei connazionali, dato che i chili in eccesso contribuiscono notevolmente a logorare le articolazioni. Sia ben chiaro: la protesi serve quando l'arto (anca, ginocchio, spalla, solo per citare i più frequentemente «sostituiti») perde la sua funzionalità e il dolore è costante. Quando queste due cose impediscono una vita normale. Quando tutte le cure precedenti non offrono sollievo. «La protesi dev'essere l’ultima opzione, dopo aver provato tutte le soluzioni conservative - sottolinea Pietro Simone Randelli, presidente della Società italiana di ortopedia e traumatologia (SIOT), ma quando arriva il momento giusto, oggi possiamo affrontarlo con più sicurezza, meno rischi e con un approccio davvero personalizzato».
Ginocchia, anche e non solo: quando servono le protesi, che oggi sono «su misura» e hanno tempi di recupero più rapidi
Ogni anno in Italia impiantate oltre 200mila protesi che sono l'ultima opzione, dopo aver provato tutte le soluzioni conservative






