Il chirurgo ortopedico Giles Stafford rivela perché l’ossessione per lo stretching estremo, la sedentarietà e l'ignorare i segnali del corpo stanno portando a un boom di protesi alle anche. Le statistiche, come riporta un lungo articolo del Telegraph, sono implacabili: nel Regno Unito si eseguono circa 100.000 interventi di protesi ogni anno, un dato destinato a crescere del 40% entro il 2060. Sebbene genetica e invecchiamento giochino un ruolo cruciale in patologie come l'osteoartrite e l'osteoporosi, gran parte del danno è causato da abitudini errate consolidate durante la mezza età. Stafford, chirurgo ortopedico specializzato, avverte: «L’anca è un organo spesso frainteso. Molti pazienti aggravano i danni ignorando i segnali del corpo e sottoponendo le articolazioni a stress meccanici eccessivi».
Uno degli errori più comuni è forzare la propria mobilità naturale. La conformazione della cavità acetabolare è genetica: chi l'ha profonda non potrà mai raggiungere la flessibilità di un ballerino. «Cercare di superare i propri limiti anatomici in discipline come lo yoga o il CrossFit aumenta drasticamente il rischio di lesioni», spiega Stafford. Spingersi oltre il “fine corsa” dell'articolazione accelera l'usura della cartilagine.







