È venerdì 25 luglio, Fabio Orlando, 48 anni, operaio specializzato, timbra velocemente il cartellino. Come negli ultimi 25 anni, comincia il turno alle 8 di mattina. In reparto, si prepara per procedere alla finitura dei pezzi. Guanti, occhiali, grembiule. Due ore dopo, una convocazione ufficiale ai piani alti. Una lettera di licenziamento, consegnata a mano. Uno svenimento istantaneo, gestito dal pronto soccorso aziendale. La Deloro Microfusione, a Fizzonasco di Pieve Emanuele - paese della cintura metropolitana di Milano, vicino a Rozzano - azienda multinazionale che si occupa di metalmeccanica complessa, motiva il provvedimento asserendo una «condotta lesiva della buona fede», ed un utilizzo «non spettante» di permessi previsti dalla Legge 104/92 (l’indennità per permessi fruiti dai lavoratori per assistere familiari disabili in situazione di gravità o fruiti dai lavoratori disabili, ndr). Un «trattamento non dovuto», erogato dall'Inps e una «violazione degli obblighi di diligenza e fedeltà».
Fizzonasco, licenziato operaio: aveva segnalato lui un errore sui permessi che aveva ottenuto con la legge 104 per assistere la moglie malata
Sciopero a oltranza dei dipendenti dell'azienda Deloro, a sud di Milano: chiedono il reintegro di Fabio Orlando, 48 anni, che ha perso il lavoro perché non aveva presentato la revisione dei documenti di invalidità. «Non dormo la notte»








